Terre Verdiane

Con la definizione "Terre Verdiane" si intende generalmente quella parte di territorio del parmense che si estende tra la riva destra del Po e la fascia pre-appenninica, tra il fiume Taro e il confine della provincia di Piacenza. Il territorio geograficamente così definito ha trovato il suo connotato distintivo nell'aver dato i natali al maestro Giuseppe Verdi.
La Bassa Ovest parmense ha avuto una storia complessa. 
A causa della sua fertilità della sua ricchezza, del posizionamento strategico lungo il Po - incuneata com'è tra pianura e Appennino - è stata il terreno sul quale si sono succeduti eventi tragici e vittoriosi, sul quale il dominio di feudi e uomini sono stati premi conseguiti a prezzo di guerre e complotti, o guadagnati con matrimoni e legami di sangue. 
Questo è il terreno su cui si sviluppò la civiltà delle Terremare, il nodo commerciale sul quale Etruschi, Galli, Greci e Romani esercitarono il loro controllo.

Questo scacchiere fatto di ducati, contee e principati sul quale più di tutti si sarebbero giocati i destini di molti uomini. A testimoniarlo, ancora oggi, è la rete di palazzi, chiese, rocche ed architetture che si rimandano in un gioco di specchi l'eco delle singole storie, a comporre un affascinante mosaico.

Zona ideale, tra paesaggi nebbiosi e odorose cantine, lungo le tappe di una tradizione artigianale che è anche riscoperta di una cultura enogastronomica e porta di ingresso all’ospitalità parmense. 
Zona tipica del culatello, il cui segreto risiede – così si dice – nell’attenta stagionatura favorita dalle nebbie autunnali e dalle estati afose della bassa, nonché nell'accurata scelta delle carni, è a grandi linee compresa nel triangolo tra Zibello, Soragna, Busseto, ma le sue propaggini si allungano fino a San Secondo e Colorno.

La terra Verdiana è anche, da millenni, la culla del re dei formaggi: il parmigiano reggiano. 
A sottolinearne la zona tipica di produzione è sorto il Museo del Parmigiano dove, in un antico caseificio dalla caratteristica forma circolare, è possibile ritrovare la cultura materiale legata al processo di produzione e stagionatura di questo formaggio, rivivere attraverso oggetti dell’Otto e Novecento la storia e il percorso che dal latte raccolto solo in queste zone fa scaturire le panciute e profumate forme, e scoprire la vita stessa dei contadini e dei casari che queste terre si sono tramandati tecniche e segreti.

 
 
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